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Venerdì 23 Marzo 2018
Assistenza generica per attività non essenziali, no all'accompagnamento
La Cassazione ha chiarito che per ottenere l’indennità di accompagnamento non è sufficiente una assistenza generica e riferita solo ad attività non essenziali.

La concessione dell’indennità di accompagnamento richiede la presenza di una situazione di invalidità totale; alternativamente il requisito è l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di una accompagnatore. Non è quindi sufficiente la necessità di una assistenza generica.

Lo ha chiarito la Suprema Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 5068/2018 pronunciandosi sul ricorso presentato dall’Inps. L’Istituto aveva negato l’indennità a un richiedente, ma in sede di appello i Giudici avevano accolto l’impugnazione di tale decisione da parte dell’assicurato.

Dalla C.T.U., infatti, era emerso che il soggetto era affetto da una vasculopatia che gli impediva la deambulazione duratura; peraltro, la valutazione geriatrica effettuata in ambito ospedaliero attestava l’incapacità di compiere in maniera soddisfacente gli atti quotidiani della vita.

Nel ricorrere per cassazione l’Inps aveva evidenziato come il giudice a quo non avesse considerato i requisiti previsti dalla legge per l’attribuzione della prestazione. Secondo l’Istituto, inoltre sarebbero stati disattesi anche i giudizi medico legali; il consulente, infatti, aveva precisato che la ridotta capacità di deambulazione e quella a compiere gli atti comuni della vita non fossero di gravità tale da richiedere l’intervento di un accompagnatore.

La Cassazione ha effettivamente ritenuto di aderire alle argomentazioni del ricorrente.

Riferendosi a una consolidata giurisprudenza gli Ermellini hanno chiarito che i requisiti necessari per ottenere l’indennità sono diversi rispetto alla semplice difficoltà di deambulazione; così come alla difficoltà di compimento di atti della vita quotidiana con difficoltà.
Nel caso in esame la vasculopatia periferica dell’assicurato gli consentiva in realtà una deambulazione autonoma in ambito domestico e più limitata in ambito extradomestico. Così si evinceva dalla C.T.U. posta a fondamento della sentenza impugnata.

Inoltre, era emersa la necessità di un’assistenza non continua, ma generica e riferita solo ad attività non essenziali, ma strumentali. Tra queste, ad esempio, il maneggio del denaro, la preparazione di farmaci, gli spostamenti esterni con mezzi pubblici.

Pertanto i Giudici del Palazzaccio, senza ritenere necessari ulteriori accertamenti, hanno deciso di accogliere il ricorso, in quanto fondato, rigettando la domanda originaria avanzata dall'assicurato.

Fonte: RC Responsabilità Civile
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