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Giovedì 21 Novembre 2019
In pensione a 67 anni fino al 2022: ecco il decreto
Fino al biennio 2021/2022 si potrà andare in pensione a 67 anni. A darne la conferma, dopo l'anticipazione data nei giorni scorsi il decreto (in allegato) del ministero dell'Economia, di concerto con quello del Lavoro, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 15 novembre.
- Pensione a 67 anni fino al 2021, ora c'è il decreto che lo conferma
- Pensioni, non aumenta la speranza di vita
- Pensioni, dal 2023 si cambia

Pensione a 67 anni fino al 2021, ora c'è il decreto che lo conferma
«Dal 1° gennaio 2021 i requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici non sono ulteriormente incrementati». Questo perché la speranza di vita non è cresciuta e quindi i requisiti per l'accesso alla pensione di vecchiaia non s'innalzano. Così il decreto e in molti possono tirare un respiro di sollievo. Il provvedimento determina gli eventuali aggiornamenti dell'età di vecchiaia e di altri requisiti alla variazione della speranza di vita: il possibile aumento di un mese, conseguente all'incremento della longevità registrato nel 2018, non scatterà grazie all'arrotondamento alla terza cifra dopo la virgola.

Pensioni, non aumenta la speranza di vita
L'aumento della speranza di vita a 65 anni è di 0,021 decimi di anno. E dunque «Trasformato in dodicesimi di anno equivale ad una variazione di 0,025 che, a sua volta arrotondato in mesi, corrisponde ad una variazione pari a 0». Nero su bianco il riferimento è all'anno 2021 ma, considerato che gli adeguamenti sono biennali, il livello fissato a 67 anni resterà in vigore anche l'anno successivo.

Pensioni, dal 2023 si cambia
Si cambia dal 2023: da quel momento scatterà l'ulteriore adeguamento che, comunque, non potrà superare in ogni caso i 67 anni e 3 mesi, se si tiene presente che il requisito dell'età può aumentare per un massimo di 3 mesi alla volta. Resta il requisito dei 20 anni di contributi versati per andare in pensione a 67 anni. Per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996 - regime contributivo - è necessario avere un trattamento pari a una volta e mezzo il minimo. In ogni caso c'è quota 100 e alcuni partiti a fare pressing per il cambiamento. Questo nonostante le assicurazioni del ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, che ha evidenziato che la riforma pensionistica non verrà toccata fino alla sua naturale scadenza ossia il 2021.

In allegato il decreto del ministero dell'Economia, di concerto con quello del Lavoro, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 15 novembre.

Fonte: Studio Cataldi
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