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Mercoledì 8 Aprile 2015
TFR: l’anticipo in busta paga
Insieme alla colomba e all’uovo di cioccolata, a due giorni dalla Pasqua arriva per molti italiani la possibilità di richiedere l’anticipo del TFR in busta paga. Da oggi, infatti, entra in vigore il decreto della presidenza del consiglio dei ministri n. 29/2015, pubblicato in G.U. lo scorso 19 marzo che disciplina la modalità e i tempi di erogazione della quota mensile del TFR in busta paga per i lavoratori che ne faranno richiesta (QU.I.R.), dando così attuazione alle norme contenute nella legge di stabilità 2015.

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L’intervento è in fase “sperimentale” ed ha l’obiettivo dichiarato di rilanciare consumi ed economia del Paese; dai risultati, pertanto, dipenderanno le eventuali proroghe oltre il triennio 2015-2018 previsto.

Interessati ed esclusi
Potranno accedere da oggi, in qualsiasi momento, all’opzione, richiedendo la “quota maturanda del trattamento di fine rapporto come parte integrativa della retribuzione” (c.d. Qu.I.R.), tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, che abbiano un contratto da almeno 6 mesi.
A restare esclusi dal beneficio sono i lavoratori domestici, quelli del settore agricolo nonché i dipendenti delle aziende sottoposte a procedure concorsuali o in crisi.

L’esercizio dell’opzione
Per esercitare l’opzione volontaria, il lavoratore dovrà compilare l’apposita istanza (il cui fac-simile è allegato allo stesso D.p.c.m.) e consegnarla al proprio datore di lavoro.
Una volta esercitata l’opzione è irrevocabile fino al 30 giugno 2018 e dal mese successivo, la quota maturanda del TFR (Qu.I.R.) non sarà più accantonata o destinata al finanziamento del relativo fondo pensione, ma verrà liquidata mensilmente insieme allo stipendio, già dal mese successivo, tranne che per i dipendenti dei datori di lavoro con meno di 50 lavoratori per i quali invece scatterà dopo tre mesi dalla presentazione. Ciò dipende dall’accesso delle aziende di piccole dimensioni ai finanziamenti agevolati per il reperimento delle risorse necessarie per far fronte alla richiesta dell’anticipo del Tfr in busta paga.


La tassazione
Ai fini delle imposte, la Qu.I.R. sarà trattata quale componente aggiuntiva dello stipendio e dunque assoggettata a tassazione ordinaria, non imponibile ai fini previdenziali.
Secondo i calcoli degli esperti ciò fa sì che l’anticipo del TFR si riveli conveniente per i lavoratori che percepiscono un reddito fino a 15mila euro, mentre chi supera tale soglia subirà un aggravio fiscale notevole.



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