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Mercoledì 11 Marzo 2020
Coronavirus, il Governo estende in tutta Italia la zona arancione.
Riassumiamo di seguito le ragioni e gli obiettivi del D.P.C.M. che da ieri ha esteso a tutto il territorio nazionale le restrizioni dovute al contagio del Coronavirus.
"Non abbiamo più tempo: c'è una crescita importante dei contagi e delle persone decedute. Quindi dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell'Italia e lo dobbiamo fare subito".
Con queste parole il premier Giuseppe Conte ha annunciato le misure più stringenti, contenute nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, DPCM, entrato in vigore a partire da ieri, 10 Marzo.
Il DPCM, ribattezzato "Restiamo a casa", prevede, un divieto di assembramento in tutta Italia; spostamenti possibili solo per motivi di lavoro, necessità o salute (è prevista l'autocertificazione per gli spostamenti e «mentire è reato»); la chiusura delle scuole fino al 3 aprile e lo stop a tutte le manifestazioni sportive, campionato di calcio compreso. Oltre a questo saranno intensificati i controlli degli ingressi in su tutto il territorio nazionale.
C'è anche la spesa per generi alimentari tra le situazioni di necessità che consentono la possibilità di spostamento delle persone, in deroga a quanto previsto dall'articolo 1 del DPCM che estende la zona arancione a tutta Italia. Lo precisano fonti di palazzo Chigi. Consentito anche il rientro presso il proprio domicilio.
Al momento non sono previste limitazioni alla circolazione e all'uso dei trasporti pubblici: questo per garantire la continuità del sistema produttivo e consentire alle persone di andare a lavorare.
Per muoversi fuori di casa sarà quindi necessaria una auto-dichiarazione, che giustifichi le ragioni dello spostamento:
● esigenze lavorative (andare e tornare dal proprio ufficio, qualora il proprio datore di lavoro non abbia predisposto sistemi di smart working)
● situazioni di necessità (ad esempio andare a fare la spesa, acquisti di prima necessità o per «altri situazioni particolari» da dettagliare agli agenti)
● per motivi di salute (visite o esigenze sanitarie di varia natura)
● rientro presso il proprio domicilio, abitazione e residenza (caso specifico: un cittadino domiciliato a Milano può far ritorno nella località dove mantiene la residenza, ovviamente se le due sedi non coincidono). Vige invece un divieto assoluto di spostamento per le persone sottoposte a quarantena o risultate positive al virus.
Il ministero degli Interni ha di conseguenza disposto una direttiva che delega ai prefetti locali il coordinamento di Carabinieri e Polizia per il controllo sul territorio delle persone fornite di auto-certificazione.

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