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Mercoledì 9 Settembre 2020
Confasi Scuola: ritorno in classe tra incertezze e preoccupazioni
Il punto della Coordinatrice Nazionale Comparto Scuola Confasi, Adele Sammarro.

La scuola riparte tra mille difficoltà e nodi da sciogliere. Tante le criticità.
Riapertura scaglionata, come stabilito. -Intanto a pochi giorni dall'avvio del nuovo anno scolastico oltre all'emergenza Covid, si aggiunge quella delle cattedre vuote -dichiara Adele Sammarro, Coordinatrice Nazionale Comparto Scuola Confasi- restano scoperti circa 60 mila posti. Questo significa che molti alunni non avranno tutti i docenti delle varie discipline. La tanto attesa Call veloce -aggiunge la Coordinatrice Nazionale Comparto Scuola- alla fine si è rilevata un vero flop e la procedura ha registrato non poche difficoltà e continui malfunzionamenti. Molti i docenti delusi che hanno deciso di non aderire per il timore di trasferirsi e restare bloccati per cinque anni nelle sede di assunzione, a causa del vincolo quinquennale. Vincolo -incalza la Sammarro- che va eliminato al più presto. Saranno migliaia i posti da coprire in tutte le regioni, dove al netto delle procedure di immissioni ruolo, risultano vuote tantissime cattedre, questo comporterà non pochi disagi. Insomma, il sistema scolastico ancora una volta vacilla, c'è grande incertezza e tanto caos. Come è stato dimostrato dagli esiti della pubblicazione delle graduatorie provinciali, che hanno registrato un numero notevole di errori nella attribuzione del punteggio. Una vera babele! Questo dimostra che il Ministero non è in grado di fronteggiare le diverse esigenze della scuola italiana -afferma la Sammarro-. Resta ancora il problema degli spazi che non sono sufficienti per garantire il distanziamento stabilito, basti pensare che in alcune Regioni, come in Calabria, la situazione è allarmante, mancano aule per 14 mila studenti. Di certo non sarà facile assicurare un certo numero di aule per il ritorno in classe.

A ciò si aggiunge anche l'urgenza di nominare personale specializzato che possa affiancare i ragazzi con disabilità il cui diritto allo studio deve essere costituzionalmente garantito. Eclatante, proprio nella Regione Calabria, il caso degli insegnanti di sostegno, dove si registra una riduzione del 64% dei posti. Addirittura a tanti docenti è stata negata anche l'assegnazione provvisoria.
Questo è il risultato della politica disastrosa condotta dell'amministrazione centrale -tuona la Sammarro-. Per non parlare poi, delle altre criticità che si profilano all'orizzonte, mancanza di banchi, di termoscanner, di personale Ata, resta ancora il nodo dell'organico aggiuntivo Covid, istituito dal Governo per fronteggiare l'emergenza sanitaria, i cui diritti -replica la Coordinatrice Nazionale Comparto Scuola Confasi- devono essere garantiti. E' giusto che la scuola riparta nel migliore dei modi, con le lezioni in presenza, ciò deve essere una priorità assoluta, ma è necessario che ci si metta nelle condizioni tali da poter operare al meglio e con le giuste tutele. La scuola -conclude la Sammarro- deve essere al centro dell'interesse collettivo, ma è necessario che ci sia la collaborazione anche delle famiglie e si ossequi il rispetto delle regole di sicurezza.


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