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Mercoledì 14 Gennaio 2026
Rottamazione quinquies: una misura che penalizza chi ha rispettato le regole
Roma, 14 gennaio 2026 – La nuova misura di rottamazione quinquies dei debiti fiscali solleva forti perplessità sotto il profilo dell’equità e della giustizia sociale. L’impianto della norma, così come delineato, finisce infatti per escludere dalla platea dei beneficiari tutti quei contribuenti che, nonostante le gravi difficoltà economiche vissute negli ultimi anni, hanno continuato a rispettare gli impegni assunti, pagando regolarmente le rate della rottamazione quater (così come precisato nella news del 31.12.2025 pubblicata sul sito Agenzia di Riscossione).
Al contrario, la misura premia coloro che, pur avendo aderito alla quater, ne hanno determinato la decadenza, consentendogli oggi di rientrare nel nuovo perimetro agevolativo con condizioni più favorevoli, tra cui un piano di pagamento più lungo, fino a 54 rate, e una conseguente riduzione dell’importo delle singole rate.
«Si tratta di una scelta che appare profondamente iniqua – spiega Luana Chiariello, Presidente Ar.Co. – Federazione Artigiani Commercianti e PMI e della F.Im.A.Co.D. – Federazione Italiana degli Imprenditori Agricoli e Coltivatori Diretti della Conf.A.S.I.. – Chi, infatti, ha dimostrato senso di responsabilità, correttezza e fiducia nelle istituzioni viene penalizzato, mentre chi non è riuscito, o non ha voluto, rispettare gli impegni precedentemente assunti beneficia di condizioni migliorative. Un messaggio distorto che rischia di minare il principio stesso di lealtà fiscale e di indebolire ulteriormente il rapporto di fiducia tra cittadini e Stato».
«In un contesto economico segnato da inflazione, aumento del costo della vita e difficoltà diffuse per famiglie e imprese, sarebbe stato auspicabile un intervento realmente inclusivo, capace di riconoscere e valorizzare il comportamento di chi ha continuato a pagare, magari introducendo meccanismi di riequilibrio, riduzioni o rimodulazioni anche per i contribuenti “virtuosi”» conclude Chiariello.
La rottamazione quinquies, così strutturata, non risponde a un criterio di equità sostanziale, ma introduce una disparità di trattamento che appare difficilmente giustificabile sul piano sociale ed economico. È necessario un ripensamento della misura, affinché il principio di equità non resti una dichiarazione astratta, ma diventi il fondamento concreto delle politiche fiscali e di riscossione dello Stato, anche attraverso il ruolo dell’Agenzia delle Entrate.
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